Sentenza Corte Cassazione Alzheimer

Richiesta rimborso tariffa base

Facendo seguito alla nostra comunicazione del 13 marzo 2025, riportata in calce, vi informiamo che abbiamo approfondito nuovamente la questione delle rette delle residenze per anziani per persone con diagnosi di Alzheimer, alla luce dell’ordinanza della Corte di cassazione allegata.
All’esame ha contribuito, in qualità di esperta, Angelika Kofler, presidente del Consorzio Media Pusteria.

Riassumiamo di seguito gli esiti dell’approfondimento:

secondo il principio richiamato nell’ordinanza del 10 giugno 2024, quando a una persona ospitata in una residenza per anziani sono erogate sia prestazioni sanitarie sia prestazioni socioassistenziali, ai fini dell’attribuzione dei costi non è decisivo stabilire quali prestazioni prevalgano. Occorre invece verificare se le due componenti siano inscindibili. Se le prestazioni socioassistenziali sono strettamente connesse a quelle sanitarie e non possono essere considerate separatamente, l’intera prestazione è posta a carico del servizio sanitario. Nel caso esaminato, ciò ha comportato la restituzione all’ospite, o ai familiari tenuti al pagamento, degli importi della retta base fatturati e incassati dalla residenza.

L’ordinanza non comporta tuttavia un obbligo automatico di rimborso per tutte le persone con diagnosi di Alzheimer. La sussistenza di un nesso inscindibile tra le prestazioni deve essere valutata alla luce delle circostanze del singolo caso e, in caso di controversia, accertata dal giudice. Qualora la residenza sia condannata a restituire le somme versate, il suo ente gestore potrà agire nei confronti dell’Azienda sanitaria per chiederne il rimborso. È inoltre possibile valutare la chiamata in causa dell’Azienda sanitaria nel procedimento già avviato, chiedendo nello stesso giudizio di essere tenuti indenni dalle somme che la residenza fosse condannata a restituire.

Per questo motivo, se l’ente gestore riceve una richiesta di rimborso, una diffida o la notifica di un atto di citazione, raccomandiamo di rivolgersi tempestivamente a un legale. Sarà opportuno valutare fin dall’inizio anche il coinvolgimento dell’Azienda sanitaria nella controversia.

Su richiesta, siamo lieti di fornire informazioni in merito agli studi legali che stanno già assistendo alcuni nostri associati in relazione a tale questione.

Stiamo inoltre verificando se esistano coperture assicurative pertinenti. Comunicheremo ai soci gli esiti di quest’ultima verifica non appena disponibili.

Cordiali saluti

Martina Ladurner
Präsidentin | Presidente
Oswald Mair
Direktor | Direttore

i.A. Benjamin Egger und Marica Cera

Gioverdì, 13 marzo 2025

Sentenza della Corte di Cassazione Alzheimer

Egregi Associati,

con la presente, le Associazioni rappresentative delle APSP della Provincia di Trento (UPIPA) e delle Residenze per anziani della Provincia di Bolzano (ARpA), sono a trasmettere la seguente informazione congiunta, a seguito della Sentenza di Cassazione che di recente è stata pubblicizzata sui quotidiani locali, in materia di risarcimento della retta alberghiera pagata presso una residenza per anziani del Trentino, a fronte di persona ricoverata con diagnosi di Alzheimer.

Le Associazioni hanno indetto a tal proposito una riunione urgente, si sono confrontate sulla tematica e hanno convenuto di trasmettere agli associati un’informativa comune, onde evitare prese di posizioni differenziate che possano andare a pregiudicare l’intero sistema.

Innanzitutto, è importante far presente ai familiari che, a fronte di tale sentenza, NON SUSSISTE un automatico diritto al risarcimento della retta alberghiera pagata, ma che la sentenza regola esclusivamente il caso concreto, per cui eventuali richieste di risarcimento devono essere valutate caso per caso. Non è quindi neppure possibile presentare una class action congiunta, che vada a chiedere un generale risarcimento delle rette alberghiere pagate.

Pertanto, solo a fronte di sentenza (come quella in oggetto), a seguito di contraddittorio delle parti, scaturisce un eventuale diritto al risarcimento. Si tratta al momento di un caso isolato nella Regione Trentino-Alto Adige.

In secondo luogo, chiediamo ai soci di segnalare alle rispettive Associazioni competenti (per il Trentino UPIPA, per l’Alto Adige ARpA) eventuali richieste di risarcimento che provengano dai familiari delle persone assistite e non procedere MAI ad una risoluzione tramite accordo stragiudiziale tra le parti.Qualora arrivino tali richieste di risarcimento l’ente deve andare in causa contro la parte richiedente e non risolvere in via extra-giudiziale il contenzioso. Gli enti pubblici possono richiedere di avvalersi dell’Avvocatura dello Stato per la tutela in giudizio oppure rivolgersi ad un avvocato privato.

Parallelamente UPIPA ed ARpA si stanno muovendo per aprire un tavolo tecnico di coordinamento con le rispettive province (PAT e PAB), con il coinvolgimento anche dei rispettivi Consorzi dei comuni. Vi terremo aggiornati a tal proposito.

Cordiali saluti

Martina Ladurner
Presidente
Oswald Mair
Direttore

i.A. Annasofia Miglioli e Benjamin Egger

 

Associazione delle residenze per anziani dell’Alto Adige
Via Canonico Michael Gamper 10, 39100 Bolzano
info@arpa-altoadige.it | vds-arpa@pec.it
www.arpa-altoadige.it

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