Ulrich Seitz, recentemente confermato dal Consiglio Comunale di Bolzano nel suo incarico di referente del volontariato per le persone con disabilità, ha presentato al sindaco Renzo Caramaschi e all’assessore agli affari sociali Juri Andriollo una relazione aggiornata sulla situazione dei gruppi vulnerabili nella città di Bolzano nel contesto della pandemia di Corona.

Il numero di persone che vivono nella città di Bolzano con una disabilità, cioè un handicap permanente, aumenta ogni anno (di circa l’8%). In termini di dati, al 31.12.2020, risultano 7859 persone, di cui 3301 sotto i 60 anni, e 980 persone con una disabilità del 100% con indennità di accompagnamento nella città di Bolzano.

La pandemia purtroppo ha il potenziale di annullare la maggior parte degli sforzi di inclusione degli ultimi anni, dice Ulrich Seitz. Questo ci rende tristi.

Ora la situazione si è ulteriormente aggravata, anche nel comune di Bolzano, e soprattutto centinaia di persone colpite nella vita lavorativa non hanno potuto ricevere una formazione sufficiente durante il periodo della cassa integrazione o per motivi di formazione, prevista per il loro percorso occupazionale. In questo contesto si è rivelato necessario, cooperare concretamente con le associazioni dei datori di lavoro e con le scuole professionali nell’elaborazione di accordi specifici, con lo scopo di migliorare la posizione delle persone in questione.

Inoltre, ci sono state difficoltà organizzative negli ultimi mesi. Nelle fasi del “lockdown” in primavera 2020 e nel periodo natalizio, per esempio, i bisogni delle persone sorde non sono stati presi in considerazione nell’attuazione del requisito della maschera obbligatoria. E con le pareti di plexiglas alle casse dei supermercati o negli ambulatori dei medici, non si tiene ancora conto delle esigenze speciali delle persone in sedia a rotelle e dei ciechi.

Si aggiunge il fatto che a molti bambini disabili di Bolzano viene negata la partecipazione all’istruzione. Inoltre, in molti casi le famiglie interessate non ricevono un aiuto sufficiente per “l’istruzione a domicilio“. Un sondaggio del volontario Ulrich Seitz mostra anche che le donne e gli uomini con handicap a Bolzano sono significativamente più propensi a vivere da soli in una famiglia – la proporzione è quasi il 25% più alta per le donne e il 30% per gli uomini.

Seitz ritiene che il tasso di povertà tra le persone con disabilità sia allarmante. Con il 32,4%, gli uomini con handicap hanno una probabilità più che doppia di essere colpiti dalla povertà a Bolzano rispetto agli uomini senza handicap (14,6%). Vivono anche in povertà più spesso delle donne con menomazioni (28,1%).

Le persone con disabilità mentali e soprattutto psicologiche hanno indubbiamente bisogno di una struttura giornaliera fissa. Pertanto, la chiusura completa delle strutture comporta un enorme peso per i parenti.

Abbiamo numerosi casi nel comune di Bolzano in cui vediamo che i genitori ultraottantenni, che sono essi stessi gruppi a rischio, devono farsi carico dell’assistenza e a volte anche della cura dei loro figli adulti. Si tratta di una situazione inaccettabile, per la quale dobbiamo trovare una soluzione insieme ai servizi coinvolti, oltre che con volontari qualificati, sottolinea Ulrich Seitz, che in questo contesto è fiducioso che Bolzano possa fare passi importanti, anche perché ha già individuato alcune risorse per delle iniziative pratiche a riguardo.

Un’altra preoccupazione è l’attivazione di servizi igienici facilmente accessibili per le persone con disabilità nella zona della città. Attualmente, le persone che hanno bisogno di cure non possono di solito usare nessuno dei bagni standard per disabili. Hanno bisogno di un deposito per cambiare gli assorbenti per l’incontinenza. Spesso, per i parenti con un familiare gravemente menomato o anche per i gruppi ricreativi con giovani disabili, le escursioni terminano prematuramente perché l‘ausilio per l’incontinenza deve essere cambiato e non si vuole assistere la persona colpita su un pavimento freddo o umido di una toilette. Inoltre, ci vuole anche una certa forza fisica per sollevare qualcuno dalla sedia a rotelle.

Ulrich Seitz
21.02.2021

 

Egregi Signori,

La pandemia di Corona grava pesantemente. L’incertezza è particolarmente grande in molte famiglie, anche perché importanti servizi nel settore sanitario e sociale sono stati inaccessibili per mesi, e molte attività sono state limitate o addirittura interrotte.

Ciononostante, il lavoro nel supporto ai soci e con i parenti premurosi dell’ Associazione Alzheimer Alto Adige ASAA sta andando a pieno ritmo in questo periodo.

Così, molte offerte che in origine erano pianificate in presenza sono state recentemente preparate come eventi online a breve termine e sono ora disponibili gratuitamente per gli interessati. In particolare, oltre alle consulenze sulla campagna “Insieme – lentamente torniamo alla normalità” con gli psicologi Michele Piccolin e Alice Panicciari (prenotazioni attraverso il numero verde 800660561), sono stati inseriti per la prima volta nel programma anche incontri con le due insegnanti certificate di validazione Anna Fink e Alexandra Kaiser, che hanno già anni di esperienza con i pazienti affetti da demenza. La validazione può sembrare astratta, ma è associata ad un concetto semplice: In primo piano c’è l’apprezzamento genuino e profondo del malato, in quanto i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo non sono percepiti come fantasie, ma come realtà. Secondo il principio della validazione, è ora importante accettare il desiderio invece di ribellarsi ad esso. È importante non ridicolizzare lo stato emotivo. La persona colpita può vivere nel suo mondo, ma i suoi sentimenti sono reali. In teoria, la validazione sembra semplice, ma in pratica, purtroppo, sembra diversa. Se il parente ha difficoltà ad accettare le emozioni del paziente, è necessario il supporto di un consulente esperto. Una formazione professionale sulla demenza e preziosi consigli pratici sul modo giusto di trattare con le persone colpite sono essenziali per un’interazione amorevole.

I primi appuntamenti per questo prezioso scambio sono previsti per il 23.2.2021 e il 4.3.2021, entrambi dalle ore 18.00 alle ore 20.00.
Gli interessati si possono iscrivere da subito via mail a info@asaa.it e ricevono poi successivamente tempestivamente il relativo link per la conferenza in videoconferenza Zoom.

Le persone anziane e malate dovrebbero potersi concentrare, soprattutto ora, su questioni positive che non sono legate agli spiacevoli eventi che circondano il virus (come l’aumento dei contagi, dei decessi, ecc.) ed essere aiutate a tornare alla routine quotidiana e agli interessi che possono ancora perseguire. È anche essenziale aiutarli a seguire comportamenti corretti per proteggere la propria salute. Questo è ciò di cui l’Associazione Alzheimer è convinta.

Inoltre, può essere utile incoraggiare i senior ad impegnarsi in attività che altrimenti si perderebbero sempre più spesso, dedicando loro il tempo necessario per sentirsi utili e importanti.

Anche il tema del lutto e della fine della vita merita una menzione: una preoccupazione che gli anziani spesso esprimono nel colloquio con noi in questo tempo di incertezza e di instabilità.

Infatti, gli anziani sentono il bisogno di parlare della propria percezione della vita e della sua fine per fare i conti con il suo corso e per dare un senso alle perdite passate o recenti. I parenti possono avere difficoltà ad affrontare tali questioni con i propri cari, ma un atteggiamento aperto, conversazionale e ricettivo di ascolto può aiutarli a farlo.

Altre componenti fisse di sensibilizzazione sono le regolari discussioni sui casi con assistenza pratica. Un supporto in questo senso è il consolidato “Gruppo Sentemente”, sempre il mercoledì alle 17 con l’esperta Anna Gaburri.

Anche in questo caso l’accesso è semplice e tempestivo, poiché l’associazione può rispondere alle esigenze di tempo di chi cerca aiuto.
Si prega di iscriversi mediante una relativa mail a info@asaa.it

Il rafforzamento della qualità della vita in casa è e rimane al centro dei nostri sforzi.

L’ASAA è quindi lieta della prossima 4° edizione del corso di qualificazione per l’accompagnamento dei pazienti affetti da demenza, che si terrà a Bolzano dal 16 aprile 2021 e che si rivolge a parenti e badanti. Anche quest’anno a Bolzano si terranno 60 emozionanti ore di lezione su una vasta gamma di argomenti legati alla cura dei malati di Alzheimer. Questa primavera, per la prima volta, un tale corso di formazione è garantito anche a Merano (partenza fine marzo).

Le iscrizioni per entrambi i corsi nel capoluogo di provincia e sono possibili da subito sotto info@asaa.it.

Infine si indicano 2 conferenze on-line, che sono state concepite tra ASAA e il “KVW” nei giorni 9.2.2021 (tedesco) e 9.3.2021 (italiano), sempre alle ore 17. Si parlerà come vivere in sicurezza con la demenza e come migliorare la qualità di vita a domicilio con e senza barriere architettoniche.

Gli interessati si possono iscrivere da subito via mail a info@asaa.it e ricevono poi successivamente tempestivamente il relativo link per la conferenza in videoconferenza Zoom.

Tutte le persone interessate sono invitate a chiamare il numero verde 800660561 in qualsiasi momento per saperne di più sui vari eventi e sull’assistenza disponibile per aiutare le circa 13.000 persone colpite nella nostra Provincia.

 

Tanti cari saluti

Ulrich Seitz
Presidente

Anna Gaburri, la Felicitatrice Sente-Mente che tanti ormai conoscono molto bene,
invita agli incontri del Sente-Mente-Caffè, rispettando tutte le regole, via Zoom:
a partire dal 13/1/21,
ogni mercoledì,
dalle ore 17 alle ore 19.

CS: In tempi di lockdown ASAA invita a videoconferenze per tutti gli interessati

L’Associazione ASAA-Alzheimer Südtirol Alto Adige, in questi tempi difficili, vuole comunque essere vicina ai familiari impegnati nell’assistenza e farsi carico di iniziative intese a promuovere nuove modalità di intervenire sia nella prevenzione della malattia sia nel suo decorso. ASAA quindi organizza, insieme alla cooperativa Cedocs, due videoconferenze del dott. Iannoccari che tanti soci ASAA conoscono già. Il dott. Giuseppe Iannoccari, psicologo, neuropsicologo, docente di Scienze Umane all’Università Statale di Milano, presidente dell’associazione Assomensana, ha infatti tenuto, nell’anno scorso, per conto di ASAA una conferenza che ha riscosso grande interesse di pubblico. Quest’anno, il professore si rivolge online ad un pubblico generico, senza distinzione di età, estrazione socio-culturale ecc.; ogni conferenza è un evento a sè. La prima tratterà l’argomento “Il decadimento cognitivo nella malattia: la Ginnastica Mentale per rallentare la perdita di autonomia” (24 novembre 2020, ore 17-18). Le ricerche scientifiche hanno dimostrato come i training di stimolazione cognitiva costituiscono un valido rimedio per ridurre il decadimento cognitivo: la stimolazione cognitiva ha un’efficacia del 70% rispetto ai trattamenti farmacologici, molto meno efficaci. Nella conferenza del dott. Iannoccari si potranno valutare i protocolli di training cognitivo elaborati da Assomensana, denominati “Ginnastica Mentale”, con i quali si può mantenere il più a lungo possibile l’agilità, la flessibilità e le prestazioni di mente e cervello anche nei soggetti colpiti da malattie neurodegenerative.

La seconda conferenza ha per tema gli „Stili di vita: mantenere mente e cervello in forma a tutte le età” ( 1°dicembre 2020, ore 17-18). 

L’innalzamento dell’età media odierna non ha eguali nella storia della specie umana. Però tante persone invecchiano bene fisicamente, mentre presentano problemi cognitivi che spesso boicottano la qualità di vita del singolo e, oltre certi limiti, anche la qualità della vita dei familiari. Gli stili di vita giocano un ruolo cruciale in tale ambito, soprattutto con riguardo all’alimentazione e nutrizione, attività fisica e mentale, reti sociali, aspetti psico-relazionali e sentimento di inclusione nella propria comunità di appartenenza.

Le due conferenze si tengono a distanza utilizzando il programma Zoom. Un modo moderno e semplice di seguire conferenze rimanendo comodamente a casa e potendo seguire i contenuti in maniera completa. E’ anche possibile intervenire con domande al termine delle conferenze, con risposta da parte del relatore.

Il Presidente ASAA Ulrich Seitz ricorda il fenomeno importante, da non sottovalutare, e cioè persone che assistono i propri cari affetti da demenza o da altre malattie invalidanti sono anche loro particolarmente esposte al rischio di solitudine, perché nel tempo si rarefanno i contatti con parenti, amici, vicini di casa; il dato rilevato in Italia e così anche nella Provincia Autonoma di Bolzano è quello, secondo il quale circa un terzo delle coppie malato-caregiver vive in condi- zioni di isolamento e, soprattutto, nell’impossibilità di chiedere aiuto nel momento del bisogno. Il provvedimento del governo inglese è consistito in un rilevante finanziamento diretto alle associazioni che si ponevano l’obiettivo di ridurre la solitudine di specifici gruppi di cittadini.

L’indirizzo e-mail dell’ASAA info@asaa.it e il numero verde 800 660 561 accolgono le prenotazioni degli interessati; a chi ci indica il proprio indirizzo sarà girato il link di contatto del programma Zoom. (ehm)

Eventi

  • 24 novembre 2020, ore 17-18: “Il decadimento cognitivo nella malattia: la Ginnastica Mentale per rallentare la perdita di autonomia”
  • 1°dicembre 2020, ore 17-18: “Stili di vita: mantenere mente e cervello in forma a tutte le età”

 

 

 

 

 

 

 

Gentile dottoressa Moroder,

innanzitutto desidero ringraziarla per l’interesse che l’ASAA – Alzheimer Südtirol Alto Adige ha mostrato nei confronti della nostra Guida al linguaggio.

Si tratta di un documento al quale teniamo in particolar modo perché riteniamo rappresenti il punto di partenza del lavoro quotidiano che ci accomuna, ovvero la valorizzazione e l’inclusione delle persone con demenza.

Come ha potuto notare la guida, pubblicata nel marzo 2019, è rivolta a organizzazioni, giornalisti, medici, associazioni di volontariato e a tutti coloro che si confrontano quotidianamente con questa tematica, ed è un adattamento italiano di quanto emerso da gruppi di lavoro e associazioni internazionali.
Anche noi, come voi, sappiamo bene quanto le parole abbiano un impatto significativo su come le persone con demenza sono viste e trattate nella loro comunità ed è stata questa la motivazione che ci ha portato a realizzare e diffondere in Italia la Guida. Dal 2016 siamo infatti impegnati anche nella realizzazione sul territorio italiano del progetto “Comunità Amiche delle Persone con Demenza”, che propone prima di ogni iniziativa, l’uso di un linguaggio adeguato, che sia specchio della volontà di rispettare e non isolare le persone con demenza.

Sono quindi lieta che la Guida in italiano, per poter raggiungere quante più persone possibili, sia messa a disposizione sul vostro sito, molto interessante, con le modalità che lei indica e mi auguro che questo possa rappresentare un primo passo verso una proficua collaborazione tra l’ASAA e la Federazione Alzheimer Italia.

Augurandole buon lavoro, le porgo i miei più cordiali saluti.
Gabriella Salvini Porro
Presidente Federazione Alzheimer Italia

Sente-mente® Caffè

Cosa rende speciale il sapore di un Caffè?

Gustarlo ed apprezzarlo insieme!
La metodologia dei Sente-mente® Caffè, ideati da Harry Urban e Letizia Espanoli, già diffusi negli States, ora si potrà sperimentare anche in Italia.

Nei Sente-Mente® Caffè si incontrano le persone che vivono con la demenza insieme ai loro famigliari e carepartner per costruire ponti di relazione possibile rispetto all’esperienza di vita quotidiana. Due incontri dedicati alle famiglie che desiderano vivere esperienze insieme ai propri cari che vivono con la demenza e scoprire il sapore di emozioni, di nuove opportunità capaci di creare una connessione speciale ed una relazione  sempre possibile in ogni istante di vita che pulsa oltre la diagnosi e che si nutre di “un sentire” reciproco nel qui ed ora.

IMPORTANTE!

Tutti gli interessati sono pregati di iscriversi per motivi di sicurezza e per le disposizioni Covid anticipatamente presso ASAA entro e non oltre il 18.8 per il primo appuntamento ed entro il 25.8 per il secondo appuntamento.

Incontri in lingua italiana presso la sede ASAA

Casa Altmann, Piazza Gries 18, 39100 Bolzano

AGOSTO 2020

Mercoledì 19 ore 16:00 – 19:00
Mercoledì 26 ore 16:00 – 17:30

Per maggiori informazioni:

info@asaa.it
anna.gaburri@gmail.com
Felicitatrice Sente-Mente®

Deliberazione n 410 09/06/2020 “Sostituzione dell’allegato A della legge provinciale 8 maggio 2020, n.4 “.

https://m.youtube.com/playlist?list=PLTubVKcYYTHcW5cjt7LVEZoUunSVRgUlP

Isolamento e Wandering: una coesistenza possibile?

L’emergenza COVID-19 sta mettendo alla prova il nostro paese ed, in particolar modo, le famiglie che si trovano a far coesistere misure restrittive, come l’isolamento, con i comportamenti speciali del proprio caro che vive con la Demenza.

Tra i comportamenti unici delle persone con Demenza, uno in particolare, in questo delicato frangente, rischia di far rompere gli equilibri e la serenità familiare: sto parlando del wandering o vagabondaggio.

La comunità scientifica definisce il vagabondaggio come un disturbo, in particolare un disturbo del comportamento della persona che convive con la Demenza; il modello sociosanitario ed organizzativo Sente-Mente®, dove la medicina vede un “problema”, sceglie di cogliere invece una opportunità. L’opportunità di dare a questa manifestazione una lettura diversa, che profuma di attenzione, ascolto, rispetto verso la persona con Demenza e la sua storia di vita.

Quando la persona che convive con la Demenza, a causa delle sue difficoltà cognitive, non è più in grado di comunicare e far fronte in maniera efficace ai propri bisogni e desideri, le parole che non è più in grado di pronunciare si trasformano in atti, in comportamenti.

Il vabondaggio è una delle tante manifestazioni scaturite da “parole” non pronunciate, da esigenze, bisogni e desideri presenti, talvolta impellenti, ma difficilmente trasmissibili. Le manifestazioni comportamentali, il vagabondaggio, sono il linguaggio attraverso il quale la persona ci parla e ci racconta degli stati di piacevolezza o malessere che lo attraversano interiormente.

Teniamo presente che il movimento è un bisogno fondamentale: siamo fatti per muoverci!

Allora cerchiamo le strategie per dare valore al movimento, invece di cercare di bloccarlo o di far stare fermo l’altro (ripetere “stai fermo”, “dove stai andando?”, o “dove vuoi andare”, o sgridare può provocare re-azioni ed emozioni come rabbia, frustrazione, sentirsi ancora di più rinchiuso o sorvegliato)

Connettiamoci al nostro bisogno di muoverci per comprendere il loro!

– quando io esco di casa è perché sto andando a fare la spesa, al lavoro, ad incontrare una persona…le persone con demenza desiderano uscire proprio come lo desideriamo noi, vanno incontro ai loro desideri…ma “noi usciamo” e loro scappano, o sono in wondering questo fa parte dello stigma che si è costruito intorno alle persone che vivono con la demenza e che aumenta la preoccupazione dei familiari, ma anche degli operatori nelle Rsa e dei carepartner.

Proprio come noi, le persone che vivono con demenza si muovono per un motivo e sta a noi cercare di comprenderlo per rispondere al meglio al bisogno o desiderio “nascosto”!

Pensa anche solo al desiderio di alzarti dopo essere stato seduto per un po’ e ai doloretti che il nostro corpo ci fa percepire quando ci dobbiamo rimettere in moto perché abbiamo il desiderio di sgranchirci le ossa facendoci lamentare di essere stati “troppo seduti o fermi”!

Quando il corpo ha tanta energia da incanalare e le facoltà cognitive non sono di supporto, al nostro caro non rimane che..muoversi!

Quando il corpo è stanco, non trova pace e desidera giacere nel posto più caro che abbiamo al mondo chiamato “casa”, al nostro caro non rimane che..muoversi!

Muoversi per raggiungere l’oggetto dei propri desideri, muoversi per vincere la noia, muoversi per esprimere l’impazienza, una emozione impellente etc.

Muoversi può essere una manifestazione di re-azione a modifiche dell’ambiente, delle routine, delle relazioni, delle condizioni fisiche…

Tutte modificazioni che si stanno realizzando in questo periodo di emergenza COVID-19!

Questo camminare incessante, come un linguaggio da interpretare, richiede l’attenzione e la capacità del famigliare di porsi delle domande:

  • Il mio caro sta fisicamente bene? Ad esempio: No febbre, no dolori articolari, no afte in bocca etc.
  • forse il nostro caro ha bisogno di andare in bagno e dimostra questo bisogno fisiologico attraverso il cammino (muoversi mette in moto anche il nostro intestino!): offrire l’accompagnamento in bagno diventa una occasione anche per lavare le mani e dedicare un massaggio che aiuta la persona a rilassarsi…ma come offrire l’accompagnamento? (…sai…abbiamo fatto colazione da un po’…io ho proprio bisogno di andare in bagno, anche tu magari?…che ne dici se andiamo insieme?)
  • Ho modificato o si è modificato qualcosa nell’equilibrio dell’ambiente in cui vive il mio caro? Ad esempio: rumore dei vicini ora sempre presenti in casa, cambiamento di abitudini consolidate etc.
  • Qualcosa è cambiato nella routine della nostra relazione o della gestione dell’affetto di altri cari? Ad esempio: minori visite, uso di mascherine, mancato contatto fisico etc.

Attraverso questi spunti, potrebbe sorgere nella mente di qualche famigliare una riflessione importante che possa guidare i loro comportamenti.

Il vagabondaggio, nonostante le restrizioni a cui siamo sottoposti, è una manifestazione comportamentale che non può essere arginata. Essendo uno scarico di energia, il wandering deve trovare accoglimento nonostante la situazione in cui ci troviamo: questo significa che dobbiamo lavorare interiormente e nella pratica per saperlo accogliere.

  • il primo punto riguarda le calzature: assicuratevi che il vostro caro abbia ai piedi non ciabatte ma pantofole o calzature sicure, che tengano in sicurezza la caviglia e che gli possano evitare così rovinose cadute.
  • Se possedete un cortile privato, in cui la persona che convive con la Demenza possa camminare senza incontrare nessuno (in ottica di evitamento del contagio), sfruttatelo il più possibile. Poco importa se i vicini lo vedranno muoversi ripetutamente, lasciate che il vostro caro possa esprimersi liberamente.
  • Se il vostro caro ha invece la necessità di muoversi in casa è necessario predisporre l’ambiente affinché possa farlo in sicurezza.

È importante spostare i mobili che potrebbero essere di intralcio al suo camminare, attenzione ad eventuali specchi/lampade che potrebbe urtare, togliete, se potete, i tappeti affinché non diventino fonte di cadute ed attenzione ad alcuni detergenti per pavimenti che rischiano di rendere il suolo scivoloso.

Se volete potete lasciare tutte le porte aperte affinché il vostro caro possa prendere possesso e farsi spazio nell’ambiente. Al contrario, se una camera non è in sicurezza o non desiderate che venga visitata, ricordatevi di chiudere le porte.

Se presenti, sotto la vostra attenta supervisione, potrete utilizzare anche i perimetri dei balconi: una boccata di aria fresca e qualche raggio di sole sono un toccasana per il vostro caro!

  • potrebbe avere sete o fame (allora possiamo proporre un sorso d’acqua o un frutto, preparare insieme una tisana o un caffè); assicurati che la persona rimanga sempre ben idratata ed abbia a disposizione qualcosa da mangiare per evitare un calo delle energie.
  • Offritegli dei piacevoli pit stop, non solo per qualche spuntino bensì anche per una piacevole carezza.
  • valorizzate la passeggiata in casa: oltre a mettere in sicurezza la camminata (togliere tappeti, oggetti in cui potrebbe inciampare o con cui potrebbe farsi male), allo stesso tempo lasciare dei fuochi di interesse (una foto di famiglia, un quadro con un paesaggio, qualcosa che richiami il lavoro che faceva) e proprio come si farebbe all’esterno, si può passeggiare insieme all’interno osservando e raccontando cosa c’è, cosa si vede allacciandosi all’emozione legata a quel quadro (“è la chiesa dove ci siamo sposati…che emozione quel giorno!…);

parlare della casa e di quanto impegno si è messo per costruirla insieme;

osservare dal balcone o dalla finestra il panorama ascoltando i suoni della natura e, perché no, ascoltando il silenzio;

aprire la finestra e prendere una boccata d’aria respirando profondamente insieme contando fino a 4 mentre inspiro e fino a 4 mentre espiro;

osservare che le strade sono vuote e con calma spiegare perché;

lasciare che la persona possa muoversi ed esplorare l’ambiente, rimanendo seduti in un posto da cui è possibile vedere ciò che fa;

è fondamentale mantenere la propria calma interiore (loro sentono le nostre emozioni e ne sono influenzati);

questo nuovo modo di esplorare gli spazi farà vivere a tutti e due un modo nuovo di vivere la casa evidenziando le cose belle che ci sono!

Se volete comunicare con il vostro caro durante il suo camminare, ponetevi a fianco a lui come se passeggiaste insieme. Se non siete sicuri di essere ascoltati, utilizzate lo sguardo ed il contatto fisico, se gradito, finché il vostro caro vi intercetti. Se necessario, potevi di fronte a lui, ma con estrema attenzione ai modi: dolcezza e delicatezza la fanno da padroni per prevenire reazioni di paura o attacco.

Ponendosi in ascolto di questo speciale comportamento, nascosto tra le pieghe della difficoltà, si potrà cogliere l’opportunità di svelare quanto ancora si cela nel cuore dei nostri cari.

  • sperimentare momenti di ascolto della musica a 432Hz facilmente reperibili nei canali YouTube
  • porre molta attenzione all’utilizzo della televisione scegliendo i programmi da guardare tenendo ben presente che la persona con demenza può non comprendere a livello cognitivo l’informazione, ma oltre a sentire le emozioni e rispecchiarle, percepisce informazioni visive, suoni e il tono delle comunicazioni che possono scatenare reazioni. É bene scegliere con accuratezza cosa guardare insieme e per brevi momenti.

 

Sentiamo il carico dell’assistenza durante i momenti di vagabondaggio?

Occorre provare a modificare il punto di vista..

E se provassimo a trasformare la parola Wandering in Wonder-ing?!

La parole “Wonder”, in inglese, significa meraviglia! Stupore! Prodigio!

  • Coinvolgere nelle attività domestiche: lasciando dei punti di attrazione come delle tazze al lavandino da poter lavare o una bacinella per lavare un capo della biancheria con la saponetta, preparare sul balcone o in giardino dei vasetti e preparare per seminare delle piantine, o preparare insieme un impasto per fare il pane o la pasta a mano (manipolare un po’ d’acqua e farina, anche se si mette in bocca non fa male…o dei biscotti sbriciolati da mescolare con dello yogurt o ricotta per preparare un dolce), lasciare della biancheria da piegare…
  • possiamo scegliere la sua musica preferita e perché no ballare insieme quel walzer che piace tanto, proponendo così un modo diverso e piacevole per muoversi;
  • sperimentare momenti di ascolto della musica a 432Hz facilmente reperibili nei canali YouTube
  • porre molta attenzione all’utilizzo della televisione scegliendo i programmi da guardare tenendo ben presente che la persona con demenza può non comprendere a livello cognitivo l’informazione, ma oltre a sentire le emozioni e rispecchiarle, percepisce informazioni visive, suoni e il tono delle comunicazioni che possono scatenare reazioni. É bene scegliere con accuratezza cosa guardare insieme e per brevi momenti.

Sentiamo il carico dell’assistenza durante i momenti di vagabondaggio?

Occorre provare a modificare il punto di vista..

E se provassimo a trasformare la parola Wandering in Wonder-ing?!

La parole “Wonder”, in inglese, significa meraviglia! Stupore! Prodigio!