Badanti: famiglie altoatesine sempre più in difficoltà

Riceviamo molte richieste di aiuto sia da parte delle badanti che sono preoccupate per i contagi e per le tutele salariali sia dalle famiglie che non sanno come comportarsi in questa situazione di estrema difficoltà.

Con l’emergenza coronavirus e le forti limitazioni agli spostamenti i problemi, dai più banali come la possibilità per le badanti di andare a fare la spesa, ai più seri come gli spostamenti, sono venuti al pettine. Questi lavoratori rischiano di essere tra i più penalizzati. Cassa integrazione in deroga e fondo di integrazione salariale non sono previsti.

Se il rapporto di lavoro domestico prevede la convivenza, sia il datore di lavoro che il lavoratore devono avere il buon senso di attenersi alle regole dettate dal Governo per il rispetto di tutti i presenti in casa. Questo significa che si deve evitare in ogni modo di uscire di casa. Ad ogni modo, il datore di lavoro non può impedire al lavoratore di uscire, poiché né il datore di lavoro né il lavoratore può limitare la libertà dell’altro. Se non si è d’accordo su scelte o abitudini, per non rischiare il contagio, si consiglia di interrompere il rapporto di lavoro per giusta causa (o consigliare alla badante dimettersi in ferie), con evidenti problemi di coprire l’assistenza per le famiglie.

Proprio in questo periodo estremamente difficile per l’intera società e collettività, l`Associazione Alzheimer Alto Adige ASAA vuole sostenere ancora maggiormente le famiglie con pazienti affetti da demenza, anche per colmare il vuoto di informazione nel quale esse devono vivere. ASAA informa pertanto che estende il proprio servizio di telefono amico attraverso il numero verde perché il telefono nella sede di Bolzano, al momento, non può essere  attivo. L’Associazione da subito risponde al numero verde 800660561, non solo come finora, dalle ore 7 alle ore 19, ma dalle ore 7 alle ore 22, 7 giorni su 7. Questo servizio è ritenuto indispensabile per fornire consigli pratici, supporto ed aiuto psicologico, consulenze in materia legale, previdenziale, psicologica anche attraverso i canali della comunicazione moderna. Comunque, per non caricare troppo questa linea già molto impegnata, si invita la gentile clientela a mandare le proprie richieste via e-mail all’indirizzo info@asaa.it; i volontari dell’ASAA risponderanno al più presto possibile. Tante domande risultano anche dal fatto che la pubblica amministrazione ha dovuto interrompere una serie di servizi, per le disposizioni di sicurezza sul Corona Virus, da parte del Governo. Si ricorda però che sul sito alzheimer.bz.it si trovano già molte informazioni e consigli importanti, messi a disposizione da parte di alcuni membri del comitato esperti di ASAA. Il presidente ASAA Ulrich Seitz ritiene fondamentale collaborare anche con gli esperti dei gruppi di auto-mutuo aiuto preparati per sostenere i familiari che vogliono accudire i loro cari, ma si trovano in difficoltà.

Circolare importante INPS inerente i giorni di permesso per dipendenti nella situazione d’emergenza Corona Virus

Documento da scaricare:

Messaggio numero 1416 del 30-03-2020 congedo

Circolare esplicativa del ministero del lavoro

Circolare esplicativa min lavoro da scaricare

Purtroppo nella stesura del Decreto Cura Italia, all’art 24 sono citati i 12 giorni aggiuntivi solo per il comma 3 dell’art 33 della legge 104/92, per assistenza familiari,  e non per il comma 6, per i soggetti disabili, però gli oneri sono stati stanziati sia per il comma 3 che per il comma 6. La nota del ministero quindi è molto utile e autorizza „INPS“ affinchè nella circolare si possano aggiungere anche i soggetti disabili.

Coronavirus:

La comunicazione come strumento efficace per restare vicino al proprio caro

Alice Panicciari, psicologa

In questo periodo di emergenza, che impone alla maggior parte delle persone di stare a casa con i propri cari, si possono creare situazioni di tensione derivanti dalla convivenza prolungata e dalle preoccupazioni legate a questo difficile momento.

Per tutte le persone che vivono quotidianamente con un anziano affetto da demenza la situazione si complica. E’ quindi fondamentale avere piccole accortezze per rendere la convivenza più serena possibile.

La persona con demenza, pur avendo difficoltà a comprendere appieno la situazione, potrebbe percepire emotivamente un ambiente stressante e aumentare le proprie manifestazioni comportamentali (fare domande ripetitive, girovagare senza meta, aggressività verbale e fisica, insonnia, aumento di stereotipie).

E’ pertanto importante mantenere la calma e utilizzare una modalità comunicativa efficace attraverso piccoli accorgimenti.

Il tono di voce deve rimanere calmo e, se vediamo un’eccessiva agitazione, sarebbe opportuno prendersi del tempo per ascoltare, avvicinarsi alla persona guardandola negli occhi e accennare un sorriso per dare una rassicurazione immediata e riconoscergli così il suo bisogno di vicinanza.

Il contenuto comunicativo dell’anziano potrebbe essere ripetitivo e/o incoerente, a seconda della gravità della patologia. Si può valutare se riorientarlo alla realtà fornendogli elementi aggiuntivi al racconto oppure seguire la sua incoerenza narrativa attraversando tutti i suoi “mondi possibili” (potrebbe parlare dei tempi della guerra e seguire un improvviso salto temporale ricordando un momento piacevole con i figli).

Per legittimare le emozioni del proprio caro è importante verbalizzarle (“vedo che questa cosa che mi hai raccontato ti rende triste e preoccupato”) possibilmente riprendendo alcune sue parole appena pronunciate. In questo modo comunichiamo al nostro interlocutore che lo stiamo ascoltando, riuscendo a farlo sentire compreso e più tranquillo.

Tuttavia, ricordiamoci che non sempre è possibile rispondere alle sue richieste in modo tempestivo e che è fondamentale ritagliarsi dei piccoli spazi esclusivi per se stessi.

Impariamo quindi ad ascoltarci e quando lo stress diventa eccessivo piuttosto allontaniamoci dalla situazione, per respirare e ritrovare la calma e la serenità necessarie.

Infine, è da tener presente che il bombardamento mediatico a cui siamo costantemente sottoposti potrebbe generare anche nella persona anziana sensazioni di confusione, ansia e panico.

E’ quindi da considerare la possibilità di prendersi del tempo per spiegare al proprio caro ciò che sta succedendo fornendo poche e chiare informazioni.

In questo caso è bene utilizzare termini rassicuranti e focalizzarsi sugli aspetti positivi evidenziando che è un periodo momentaneo, e che le misure attuate dal governo sono precauzionali e vogliono garantire a chi si ammala le cure mediche più adatte, ma che è comunque meglio rimanere a casa per evitare di essere contagiati.

ASAA resta comunque a disposizione per domande e chiarimenti attraverso il numero verde 800 660 561 e l’assistenza telefonica al numero 0471 051951

Coronavirus: accorgimenti per stare vicino ai nostri cari affetti da problematiche dementigene.

In questi giorni di emergenza, preoccupazione e convivenza a tratti forzata, vivere accanto ad una persona con demenza può comportare dei disagi più complessi che per molte altre fasce della popolazione.

Le persone affette da problematiche dementigene di rilievo sono infatti particolarmente vulnerabili a condizioni di stress o a modificazioni importanti del loro ambiente quotidiano e necessitano quindi di maggior protezione.

Inoltre le persone con demenza sono prevalentemente di età superiore ai 65 anni, appartenenti quindi alla fascia di età con più vittime causate dal Covid-19. Hanno quindi maggiori probabilità di contrarre la malattia perché meno in grado di adottare le misure necessarie a proteggersi e a ridurre il rischio di contagio tra chi gli sta intorno.

Per questo, se anche tu stai accudendo a casa una Persona affetta da decadimento cognitivo ecco alcuni semplici consigli, forniti da A.I.T.O. e dall’Ordine Psicologi del Veneto, da adottare in questi giorni:

Valuta se è veramente necessario informare il tuo Caro della situazione di epidemia.

E’ in grado di comprendere appieno ciò che sta accadendo e di tenerlo a mente? E di agire di conseguenza? In caso contrario, può essere utile preservarlo da informazioni che potrebbero spaventarlo ad agitarlo, rendendo ancor più difficile l’applicazione delle norme di protezione.

Non possiamo essere certi che la Persona con demenza ricordi le norme igieniche e comportamentali prescritte, pertanto è utile lavare le mani insieme a lei, ad intervalli di tempo regolari. In caso di difficoltà o reticenza, usa toni calmi e pacati e spiega cosa si sta facendo. A tal proposito si potrebbe posizionare un poster con il disegno dell’attività vicino ai lavandini e coinvolgere la Persona in attività distraenti perché il lavaggio sia sufficientemente lungo. È consigliato inoltre di mostrare come lavare le mani in maniera accurata, al meglio svolgendo l’attività spesso e utilizzando un detergente con una fragranza gradita e conosciuta.

Nel caso in cui la Persona provi disagio a contatto con l’acqua corrente, utilizza soluzioni alcoliche o salviette imbevute di soluzioni alcoliche.

Può accadere che la Persona non si renda conto di avere dei sintomi non visibili dall’esterno: mal di gola, dolori, qualche linea di febbre. Pertanto è importante misurare la temperatura almeno una volta al giorno, in modo rapido e discreto (es. con termometro digitale). Utile anche chiedere più spesso alla Persona come si sente, stando però attenti a non esagerare preoccupandola.

Ricordiamo che uno stato di malessere fisico o di dolore può essere manifestato non a parole, ma attraverso il comportamento. Presta attenzione a espressioni di dolore, irrequietezza, strofinamenti delle mani sul corpo, andatura più instabile ed in caso si manifestino, misura la febbre. Se superiore a 37,5° contatta il tuo Medico di famiglia.

Anche in condizioni di salute può essere difficile trascorrere la giornata in casa, pertanto proviamo ad occupare il tempocon attività piacevoli e lente. Per il resto è importante mantenere il più possibile la solita routine tra cui sonno sufficiente, alimentazione sana ed esercizio fisico. È quindi raccomandato permettere di alzarsi al solito orario, svolgere le attività di preparazione mattutina, andare a dormire alla solita ora, ecc..

Presta ancora più cura al lavaggio e all’igiene di ambienti, stoviglie e vestiti, lavandoli a temperature superiori a 60°. In generale non permettere al disordine e all’incuria di sopraffare Te e i tuoi cari, causando confusione, apatia e depressività anche a livello psicologico.

Fai in modo che il tuo caro si idrati a sufficienza. Ricordati che può non avvertire la sete e non si attiva per bere da solo. Per quanto possibile favorisci un minimo di attività fisica. L’esercizio fisico può aiutare a rafforzare le funzioni immunitarie del corpo e avere benefìci mentali ed emotivi.

Restare a casa non deve coincidere con l’isolamento sociale, perciò curiamo rapporti e amicizie adattandole alla nuova condizione. Proviamo a accompagnare la Persona nell’utilizzo anche di risorse online, seguiamo ad esempio la messa sul computer e organizziamo chiamate o videochiamate con parenti e amici.

Cerchiamo di dimostrare affetto e vicinanza in modo meno fisico; semmai toccando la persona sui vestiti e non sul viso o sule mani, igienizzando preventivamente le nostre mani.

Evitiamo di mettere mascherine se non si hanno sintomi o fattori di rischio, perché ciò potrebbe spaventare la Persona inutilmente, rendendo più difficile l’interazione.

Durante la giornata si possono poi proporre attività che la persona trova piacevoli e coinvolgenti, come preparare assieme qualcosa da mangiare, riparare qualcosa, curare una pianta o un animale, disegnare o fare un album di ricordi, recitare una preghiera, ecc. Non dimenticare di concedersi le giuste pause.

Ricordiamoci inoltre che l’eventualità di un possibile contagio è reale, sia per noi curanti che per i nostri cari affetti da demenze, e che essa porta con se una perdita più o meno protratta dei riferimenti personali e ambientali della persona indementita.

Si suggerisce quindi di preparare una lista di informazioni essenziali sulla persona.

In tale documento potrebbe essere utile inserire notizie utili a ricreare un senso di familiarità per la Persona, come ad esempio il modo in cui la persona preferisce essere chiamata, i nomi di familiari e migliori amici, gli eventuali animali domestici, gli hobby o gli interessi passati e presenti, le abitudini del sonno e del comportamento, informazioni sulla sua abilità nelle attività quotidiane, eventuali disturbi comportamentali ricorrenti oltre all’utilizzo di protesi acustiche e visive.

Infine, se la Persona si trova ricoverata in una residenza sanitaria che, nel rispetto della normativa, ha limitato o estinto le visite dei familiari, il nostro caro che non ha la percezione dell’emergenza potrebbe sentirsi abbandonato. Potrebbe perciò essere utile chiedere alla struttura come poter contattare il familiare e la possibilità di effettuare telefonate, videochiamate, eventualmente fissando un appuntamento telefonico negli orari indicati dagli operatori.

In queste occasioni può essere utile ripetere alla Persona che i familiari non l’hanno abbandonata e che invece di fare visite di persona, devono incontrarla in modalità telematica per tutelare la sua sicurezza.

In conclusione, è opportuno ricordare che in caso di dubbi o difficoltà, è sempre possibile contattare ASAA al numero verde predisposto 800660561 (tutti i giorni, dalle ore 7 alle ore 22, anche nel fine settimana) oppure mandare una mail a info@asaa.it; i nostri volontari risponderanno al più presto possibile. Quando questa emergenza sarà stata superata riprenderanno con rinnovato vigore le attività, gli incontri e le iniziative che riempiono di vita le giornate dei nostri cari e di gioia e leggerezza il cuore di chi gli assiste.

A seguito del DCPM atto a fermare il virus, siamo chiusi in casa, chiuse le attività, e non solo commerciali, ma anche i centri diurni o gli Alzheimer café, chiuse alle visite le case di riposo in cui risiedono molti anziani.

Il percorso dei Sente-Mente®Laboratori, nato grazie alla collaborazione con Associazione Alzheimer Alto Adige e dedicato ai familiari delle persone che vivono con la demenza e carepartner tenutosi presso la Casa di Cura Villa Sant’Anna a Merano da novembre 2019 a febbraio 2020,  avrebbe dovuto vedere la sua naturale continuazione con l’avvio dei Sente-Mente® Caffè, ma l’inizio degli incontri previsto per la metà di marzo è stato rinviato.

Sfumata nel giro di pochi giorni, anche l’idea dei “Sente-Mente® Caffè a domicilio” che erano stati avviati per “ovviare” alla “sospensione degli eventi pubblici” con l’intenzione della Felicitatrice Anna Gaburri di essere accanto alle famiglie.

Demenza e emergenza Covid-19: un sostegno arriva dal modello Sente-Mente®.

60 milioni di italiani sono alle prese con le misure restrittive anti Covid-19: tra queste molte famiglie di persone che convivono con la Demenza. Impossibilità di sostare accanto ai propri cari ricoverati, impossibilità di raggiungere le case protette se non per via telematica, centri diurni chiusi: queste sono solo alcune delle difficoltà che i carepatners stanno attraversando.

E le persone che convivono con la Demenza?

Difficile per loro capire le ragioni profonde di questo periodo di isolamento, la motivazione per cui la loro routine sta cambiando e non è possibile ricevere l’affetto diretto dei propri cari.

Mai come ora, le persone che convivono con la Demenza e le loro famiglie necessitano di un supporto concreto per sostenere il carico emotivo e consigli preziosi per ristrutturare le loro giornate.

In questo momento di isolamento e immobilità della maggior parte dei servizi alla persona, il modello sociosanitario e organizzativo Sente-Mente®, continua a tutelare il benessere di milioni di famiglie e persone che convivono con la Demenza residenti in tutta Italia. Gli esperti socio-sanitari del Sente-Mente® team, capitanati dalla fondatrice del modello Letizia Espanoli, hanno deciso di restare in prima linea nel supporto alle famiglie in difficoltà, e lo fanno lanciando il progetto #oltreledistanze #noirestiamoaperti. In questo momento, sono già milioni i carepartners che stanno ricevendo quotidianamente brevi video con indicazioni per avere cura di sé, del proprio caro e vivere al meglio la quotidianità. E non è finita qui, per i familiari più tecnologici, saranno sei le dirette facebook a tematica sanitaria ed assistenziale, che verranno trasmesse dal gruppo Facebook “Sente-Mente® per persone che vivono con la demenza ed i loro carepartners”.

Il progetto #oltreledistanze, prevede inoltre la possibilità di partecipare ad incontri individuali on-line prenotabili direttamente all’indirizzo email espanoli.letizia@gmail.com.

La Demenza non si ferma!

“In questo momento delicato dedicato al covid-19, io e il Sente-Mente® team scegliamo anche noi di non fermarci e di restarvi accanto: non siete soli!” questo l’accorato appello lanciato da Letizia Espanoli a tutte le famiglie.

https://m.youtube.com/playlist?list=PLTubVKcYYTHcW5cjt7LVEZoUunSVRgUlP

Isolamento e Wandering: una coesistenza possibile?

L’emergenza COVID-19 sta mettendo alla prova il nostro paese ed, in particolar modo, le famiglie che si trovano a far coesistere misure restrittive, come l’isolamento, con i comportamenti speciali del proprio caro che vive con la Demenza.

Tra i comportamenti unici delle persone con Demenza, uno in particolare, in questo delicato frangente, rischia di far rompere gli equilibri e la serenità familiare: sto parlando del wandering o vagabondaggio.

La comunità scientifica definisce il vagabondaggio come un disturbo, in particolare un disturbo del comportamento della persona che convive con la Demenza; il modello sociosanitario ed organizzativo Sente-Mente®, dove la medicina vede un “problema”, sceglie di cogliere invece una opportunità. L’opportunità di dare a questa manifestazione una lettura diversa, che profuma di attenzione, ascolto, rispetto verso la persona con Demenza e la sua storia di vita.

Quando la persona che convive con la Demenza, a causa delle sue difficoltà cognitive, non è più in grado di comunicare e far fronte in maniera efficace ai propri bisogni e desideri, le parole che non è più in grado di pronunciare si trasformano in atti, in comportamenti.

Il vabondaggio è una delle tante manifestazioni scaturite da “parole” non pronunciate, da esigenze, bisogni e desideri presenti, talvolta impellenti, ma difficilmente trasmissibili. Le manifestazioni comportamentali, il vagabondaggio, sono il linguaggio attraverso il quale la persona ci parla e ci racconta degli stati di piacevolezza o malessere che lo attraversano interiormente.

Teniamo presente che il movimento è un bisogno fondamentale: siamo fatti per muoverci!

Allora cerchiamo le strategie per dare valore al movimento, invece di cercare di bloccarlo o di far stare fermo l’altro (ripetere “stai fermo”, “dove stai andando?”, o “dove vuoi andare”, o sgridare può provocare re-azioni ed emozioni come rabbia, frustrazione, sentirsi ancora di più rinchiuso o sorvegliato)

Connettiamoci al nostro bisogno di muoverci per comprendere il loro!

– quando io esco di casa è perché sto andando a fare la spesa, al lavoro, ad incontrare una persona…le persone con demenza desiderano uscire proprio come lo desideriamo noi, vanno incontro ai loro desideri…ma “noi usciamo” e loro scappano, o sono in wondering questo fa parte dello stigma che si è costruito intorno alle persone che vivono con la demenza e che aumenta la preoccupazione dei familiari, ma anche degli operatori nelle Rsa e dei carepartner.

Proprio come noi, le persone che vivono con demenza si muovono per un motivo e sta a noi cercare di comprenderlo per rispondere al meglio al bisogno o desiderio “nascosto”!

Pensa anche solo al desiderio di alzarti dopo essere stato seduto per un po’ e ai doloretti che il nostro corpo ci fa percepire quando ci dobbiamo rimettere in moto perché abbiamo il desiderio di sgranchirci le ossa facendoci lamentare di essere stati “troppo seduti o fermi”!

Quando il corpo ha tanta energia da incanalare e le facoltà cognitive non sono di supporto, al nostro caro non rimane che..muoversi!

Quando il corpo è stanco, non trova pace e desidera giacere nel posto più caro che abbiamo al mondo chiamato “casa”, al nostro caro non rimane che..muoversi!

Muoversi per raggiungere l’oggetto dei propri desideri, muoversi per vincere la noia, muoversi per esprimere l’impazienza, una emozione impellente etc.

Muoversi può essere una manifestazione di re-azione a modifiche dell’ambiente, delle routine, delle relazioni, delle condizioni fisiche…

Tutte modificazioni che si stanno realizzando in questo periodo di emergenza COVID-19!

Questo camminare incessante, come un linguaggio da interpretare, richiede l’attenzione e la capacità del famigliare di porsi delle domande:

  • Il mio caro sta fisicamente bene? Ad esempio: No febbre, no dolori articolari, no afte in bocca etc.
  • forse il nostro caro ha bisogno di andare in bagno e dimostra questo bisogno fisiologico attraverso il cammino (muoversi mette in moto anche il nostro intestino!): offrire l’accompagnamento in bagno diventa una occasione anche per lavare le mani e dedicare un massaggio che aiuta la persona a rilassarsi…ma come offrire l’accompagnamento? (…sai…abbiamo fatto colazione da un po’…io ho proprio bisogno di andare in bagno, anche tu magari?…che ne dici se andiamo insieme?)
  • Ho modificato o si è modificato qualcosa nell’equilibrio dell’ambiente in cui vive il mio caro? Ad esempio: rumore dei vicini ora sempre presenti in casa, cambiamento di abitudini consolidate etc.
  • Qualcosa è cambiato nella routine della nostra relazione o della gestione dell’affetto di altri cari? Ad esempio: minori visite, uso di mascherine, mancato contatto fisico etc.

Attraverso questi spunti, potrebbe sorgere nella mente di qualche famigliare una riflessione importante che possa guidare i loro comportamenti.

Il vagabondaggio, nonostante le restrizioni a cui siamo sottoposti, è una manifestazione comportamentale che non può essere arginata. Essendo uno scarico di energia, il wandering deve trovare accoglimento nonostante la situazione in cui ci troviamo: questo significa che dobbiamo lavorare interiormente e nella pratica per saperlo accogliere.

  • il primo punto riguarda le calzature: assicuratevi che il vostro caro abbia ai piedi non ciabatte ma pantofole o calzature sicure, che tengano in sicurezza la caviglia e che gli possano evitare così rovinose cadute.
  • Se possedete un cortile privato, in cui la persona che convive con la Demenza possa camminare senza incontrare nessuno (in ottica di evitamento del contagio), sfruttatelo il più possibile. Poco importa se i vicini lo vedranno muoversi ripetutamente, lasciate che il vostro caro possa esprimersi liberamente.
  • Se il vostro caro ha invece la necessità di muoversi in casa è necessario predisporre l’ambiente affinché possa farlo in sicurezza.

È importante spostare i mobili che potrebbero essere di intralcio al suo camminare, attenzione ad eventuali specchi/lampade che potrebbe urtare, togliete, se potete, i tappeti affinché non diventino fonte di cadute ed attenzione ad alcuni detergenti per pavimenti che rischiano di rendere il suolo scivoloso.

Se volete potete lasciare tutte le porte aperte affinché il vostro caro possa prendere possesso e farsi spazio nell’ambiente. Al contrario, se una camera non è in sicurezza o non desiderate che venga visitata, ricordatevi di chiudere le porte.

Se presenti, sotto la vostra attenta supervisione, potrete utilizzare anche i perimetri dei balconi: una boccata di aria fresca e qualche raggio di sole sono un toccasana per il vostro caro!

  • potrebbe avere sete o fame (allora possiamo proporre un sorso d’acqua o un frutto, preparare insieme una tisana o un caffè); assicurati che la persona rimanga sempre ben idratata ed abbia a disposizione qualcosa da mangiare per evitare un calo delle energie.
  • Offritegli dei piacevoli pit stop, non solo per qualche spuntino bensì anche per una piacevole carezza.
  • valorizzate la passeggiata in casa: oltre a mettere in sicurezza la camminata (togliere tappeti, oggetti in cui potrebbe inciampare o con cui potrebbe farsi male), allo stesso tempo lasciare dei fuochi di interesse (una foto di famiglia, un quadro con un paesaggio, qualcosa che richiami il lavoro che faceva) e proprio come si farebbe all’esterno, si può passeggiare insieme all’interno osservando e raccontando cosa c’è, cosa si vede allacciandosi all’emozione legata a quel quadro (“è la chiesa dove ci siamo sposati…che emozione quel giorno!…);

parlare della casa e di quanto impegno si è messo per costruirla insieme;

osservare dal balcone o dalla finestra il panorama ascoltando i suoni della natura e, perché no, ascoltando il silenzio;

aprire la finestra e prendere una boccata d’aria respirando profondamente insieme contando fino a 4 mentre inspiro e fino a 4 mentre espiro;

osservare che le strade sono vuote e con calma spiegare perché;

lasciare che la persona possa muoversi ed esplorare l’ambiente, rimanendo seduti in un posto da cui è possibile vedere ciò che fa;

è fondamentale mantenere la propria calma interiore (loro sentono le nostre emozioni e ne sono influenzati);

questo nuovo modo di esplorare gli spazi farà vivere a tutti e due un modo nuovo di vivere la casa evidenziando le cose belle che ci sono!

Se volete comunicare con il vostro caro durante il suo camminare, ponetevi a fianco a lui come se passeggiaste insieme. Se non siete sicuri di essere ascoltati, utilizzate lo sguardo ed il contatto fisico, se gradito, finché il vostro caro vi intercetti. Se necessario, potevi di fronte a lui, ma con estrema attenzione ai modi: dolcezza e delicatezza la fanno da padroni per prevenire reazioni di paura o attacco.

Ponendosi in ascolto di questo speciale comportamento, nascosto tra le pieghe della difficoltà, si potrà cogliere l’opportunità di svelare quanto ancora si cela nel cuore dei nostri cari.

  • sperimentare momenti di ascolto della musica a 432Hz facilmente reperibili nei canali YouTube
  • porre molta attenzione all’utilizzo della televisione scegliendo i programmi da guardare tenendo ben presente che la persona con demenza può non comprendere a livello cognitivo l’informazione, ma oltre a sentire le emozioni e rispecchiarle, percepisce informazioni visive, suoni e il tono delle comunicazioni che possono scatenare reazioni. É bene scegliere con accuratezza cosa guardare insieme e per brevi momenti.

 

Sentiamo il carico dell’assistenza durante i momenti di vagabondaggio?

Occorre provare a modificare il punto di vista..

E se provassimo a trasformare la parola Wandering in Wonder-ing?!

La parole “Wonder”, in inglese, significa meraviglia! Stupore! Prodigio!

  • Coinvolgere nelle attività domestiche: lasciando dei punti di attrazione come delle tazze al lavandino da poter lavare o una bacinella per lavare un capo della biancheria con la saponetta, preparare sul balcone o in giardino dei vasetti e preparare per seminare delle piantine, o preparare insieme un impasto per fare il pane o la pasta a mano (manipolare un po’ d’acqua e farina, anche se si mette in bocca non fa male…o dei biscotti sbriciolati da mescolare con dello yogurt o ricotta per preparare un dolce), lasciare della biancheria da piegare…
  • possiamo scegliere la sua musica preferita e perché no ballare insieme quel walzer che piace tanto, proponendo così un modo diverso e piacevole per muoversi;
  • sperimentare momenti di ascolto della musica a 432Hz facilmente reperibili nei canali YouTube
  • porre molta attenzione all’utilizzo della televisione scegliendo i programmi da guardare tenendo ben presente che la persona con demenza può non comprendere a livello cognitivo l’informazione, ma oltre a sentire le emozioni e rispecchiarle, percepisce informazioni visive, suoni e il tono delle comunicazioni che possono scatenare reazioni. É bene scegliere con accuratezza cosa guardare insieme e per brevi momenti.

Sentiamo il carico dell’assistenza durante i momenti di vagabondaggio?

Occorre provare a modificare il punto di vista..

E se provassimo a trasformare la parola Wandering in Wonder-ing?!

La parole “Wonder”, in inglese, significa meraviglia! Stupore! Prodigio!

Grazie per l’articolo sul Alto Adige del 20-03-2020

…per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus

Per dare un aiuto concreto in questa situazione difficile il Comune di Bolzano e varie Associazioni della città stanno attivando dei servizi di sostegno. Qui di seguito ne elenchiamo alcuni. Vi preghiamo di diffondere queste informazioni.

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